Considero quello degli operatori sanitari uno dei settori a rischio e in cui la formazione di Difesa Personale sia oggi più importante e necessaria.
Inoltre questo tipo di formazione, unitamente alla corretta valutazione dei rischi, rientra in quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 ed i nostri corsi possono soddisfare, per la specifica area di rischio, quanto richiesto dal suddetto D.Lgs.
Basta cercare su Google: “aggressioni al pronto soccorso” o voci simili, per rendersi conto dell’entità del problema. E i casi sono in continuo aumento.
Un articolo di Repubblica della fine dello scorso anno riporta che in certe zone della periferia di Milano le ambulanze vengono inviate solo con la scorta di un’auto delle Forze dell’Ordine perché venivano regolarmente aggredite e saccheggiate mentre gli operatori entravano nei palazzi a portare soccorso.
Negli Stati Uniti si considera che vengano aggrediti ogni anno 50.000 opertatori delle strutture sanitarie e il 75% del personale richiede la formazione in difesa personale. Moltissimo ospedali forniscono questo tipo di formazione e dopo alcune giornate di formazione viene registrata una riduzione del 40-50% degli eventi violenti (es Rampton Hospital).
Ho preso coscienza dell’entità di questo problema quando nel 2004 ho tenuto i primi corsi di Difesa Personale per il personale del 118 presso la Caserma dei Vigili del Fuoco di Torino.
In seguito mi sono confrontato più volte con infermieri e volontari che hanno frequentato i miei corsi per imparare a difendersi.
La Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII) ha recentemente dedicato un Congresso specificamente a: “Aggressioni e molestie nelle attività sanitarie” nel corso del quale, a seguito di un’indagine fatta su un campione di operatori, è emerso che il 25,6% aveva subito violenza in qualche momento della vita lavorativa e che l’8,5% lo aveva subito nell’ultimo anno.
Risulta inoltre che in oltre il 72% dei casi l’aggressore era un paziente, nell’11% un parente o un visitatore e nel 14% un collega di lavoro. Nel 50% dei casi l’aggressione è stata improvvisa e nella maggioranza dei casi è avvenuta mentre l’operatore stava parlando con il paziente (30%) o lo stava medicando (25%) o assistendo (11%).
E’ ancora da notare che il 75% dei casi non sono stati segnalati e che la denuncia alle forze di Polizia è stata fatta solo nel 9% dei casi.
Risulta inoltre che i reparti a maggior rischio, come si può ben comprendere, sono il Pronto Soccorso (spec. Triage), il reparto di Psichiatria e gli ambulatori, ove avvengono oltre il 50% dei casi.
Ho quindi deciso di mettere a disposizione le esperienze professionali raccolte in questi anni di lavoro e creare un prodotto specifico per le ASL e per le società che gestiscono personale ospedaliero.
La formazione si basa su una didattica speciale che consente di lavorare immediatamente su casi reali e situazione tipiche, ovviamente ben tenendo in considerazione l’ambiente specifico in cui si trova ad operare il personale ed i ruoli dello stesso.
Le realtà che hanno utilizzato il nostro metodo hanno manifestato una notevole soddisfazione sia a livello dirigenti che a livello del personale in addestramento.
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