Mercoledì, Maggio 22, 2013

Cos’è la Difesa Personale

altQuando si parla di autodifesa o Difesa Personale è fondamentale, anche se non così scontato, chiarirsi bene cosa intendiamo con questa generica definizione.


Oggi poi si trova veramente di tutto spacciato come tale.
Ma per poter definire cosa facciamo voglio avere ben chiaro qual è l’obiettivo che ci si pone, altrimenti si rischia di vagare all’infinito in sterili diatribe.

 

Una volta un saggio maestro volle insegnarmi qualcosa di molto importante; allora mi condusse in un campo in montagna e dopo avermi spiegato quanto lui utilizzasse il tiro con l’arco per la sua crescita interiore, fissò un bersaglio ad un albero, si allontano di trenta passi, veramente poco per le sue capacità, e mi chiese di bendarlo. Dopodichè respirò profondamente tre volte e si preparò a scoccare la propria freccia. Ovviamente a questo punto mi aspettavo l’incredibile prodigio di un centro perfetto. E invece… mancò il bersaglio di almeno un metro! Non sapevo che dire e quando con la sua imperturbabilità mi chiese cosa avevo imparato dall’esperienza, mi sentii confuso. L’insegnamento era “Non puoi colpire un bersaglio se non lo vedi, non puoi raggiungere un obiettivo se non ce l’hai chiaro!”.


Da quel giorno ogni volta che mi accingo a fare qualcosa, definisco prima in maniera molto chiara qual è l’obiettivo che voglio raggiungere.
Da quel giorno insisto ripetutamente durante i miei corsi perché si abbia chiaro qual è l’obiettivo per cui ci si allena, per cui si frequenta uno dei miei corsi.
E l’obiettivo è:
incrementare le proprie possibilità di sopravvivere ad un’aggressione reale riportando il minor danno possibile (fisico e psicologico).
Quindi nello specifico dell’aggressione il nostro obiettivo, ciò che determina tutte le nostre scelte e le nostre azioni è:
PORTARE LA PELLE A CASA!

E da questo derivano le priorità:
1.    salvare la propria pelle e raggiungere l’area di sicurezza (idealmente la nostra casa);
2.    salvare la pelle delle persone che sono con me e portarle in area di sicurezza;
3.    ridurre al minimo i rischi e i danni fisici che possiamo subire;
4.    ridurre al minimo i danni psicologici;
5.    ridurre al minimo i danni al nostro patrimonio coinvolto e portarlo in salvo.

Questo è il senso dei miei corsi di Sicurezza Personale.

Chiarito questo aspetto fondamentale, possiamo cominciare ad allenarci. Dando un senso, un fine al nostro lavoro.

Con la chiarezza dell’obiettivo e delle priorità, la nostra mente potrà scegliere quali strategie e quali tecniche attuare nella situazione di emergenza.

Solo a questo punto arriva l’importanza delle tecniche che vengono insegnate, che devono essere coerenti con l’obiettivo della strategia di difesa.
E ancor di più lo status mentale in cui vengono applicate e ripetute che deve essere il più vicino possibile a quello della situazione reale in cui dovranno essere eventualmente applicate.

Ma quali sono le tecniche migliori, qual è la disciplina più efficace?
Beh ora dovrebbe essere automatico sentire nella vostra mente la contro-domanda: “più efficace per cosa? Per quale fine?”

Spesso chiedo ai miei allievi di dire qual è secondo loro la migliore automobile attualmente in commercio, senza badare al prezzo. Dopo qualche minuto si infervora una discussione, specie tra i maschietti, sulle qualità delle supercar. Devo dire che dai miei sondaggi gli allievi puntano quasi sempre sulla Porsche!
Bene ora li invito a visualizzarsi a bordo della loro nuova auto e immaginare di voler raggiungere il greto di un torrente lungo uno sterrato per andare a pescare, oppure andare in vacanza con tutta la famiglia, il cane ecc, o voler fare la traversata del Sahara. Ecco cosa succede a scegliere qualcosa senza aver ben identificato a cosa vi serve, qual è l’obiettivo per cui l’acquistate.
La Porsche potrebbe essere la migliore per un certo tipo di utilizzo, per un altro la Land Criuser o la Panda.
E non dimenticate poi che l’abilità e la personalità di chi la guida è ancor più importante della vettura stessa.

Ora è meglio il Karate, l’Aikido, la Thai Boxe o il Krav Maga?

Domanda corretta: qual è meglio per portare a casa la pelle in una situazione di violenza reale?

Il Krav è l’unica disciplina che è stata creata e sviluppata apposta per essere efficace per la strada. Non è un adattamento di una disciplina marziale o di uno sport da ring. Non è una vettura progettata per correre su un nastro di asfalto liscio come un tavolo da bigliardo, modificata e adattata per andare un po’ anche nel deserto.

Purtroppo anche il Krav oggi è molto inquinato ed è pieno di istruttori di arti marziali o sport da ring che si improvvisano istruttori di krav.
La loro logica, la loro struttura e spesso le loro tecnica resta quella precedente, cambia (quando va bene) solo il logo!

Ecco l’importanza del pilota, del fattore umano.

Allora come scegliere una scuola per imparare a difendersi?
Scegliete la persona. Cercate di capire se insegna (o insegnava) altre discipline o se è uno specialista della Sicurezza Personale, con chi ha lavorato e a che livello (un diploma di una qualche federazione non è di per se garanzia di alcuna competenza), quali esperienze di vita ha vissuto, quali progetti di formazione professionale sta conducendo (attenzione ai numerosi mitomani e millantatori!).
Chiedetegli cos’è per lui la Difesa Personale e qual è il suo obiettivo.

Poi confrontatelo con il vostro, e con lo stesso filtro vagliate tutto quello che insegna nei corsi.

 

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